Le emissioni di CO₂ e la loro riduzione sono un tema che riguarda anche il settore agricolo e zootecnico. Energia acquistata, consumi dell’attività e gestione delle matrici organiche contribuiscono all’impatto complessivo di una realtà produttiva.
Per questo parlare di riduzione delle emissioni non significa soltanto cercare di consumare meno, ma anche capire come utilizzare in modo più efficiente ciò che l’attività agricola produce già.
Per una realtà zootecnica, una delle risorse più interessanti in questo senso sono i reflui: attraverso la digestione anaerobica possono essere trasformati in biogas e utilizzati per produrre energia.
Scopri come i reflui zootecnici possono essere valorizzati per produrre energia.
Emissioni di CO₂: da dove arrivano in una realtà zootecnica?
Quando si parla di emissioni di CO₂ associate a un’attività agricola, è importante considerare l’insieme dei processi che contribuiscono al suo impatto ambientale.
Una realtà zootecnica, per esempio, utilizza energia e calore per il funzionamento di numerose apparecchiature e infrastrutture:
A questi consumi si aggiunge la gestione delle matrici organiche generate quotidianamente dagli animali.
È quindi riduttivo affrontare il tema delle emissioni concentrandosi su un’unica fonte. La riduzione CO2 passa da una gestione più efficiente dell’intero sistema produttivo e dalla possibilità di valorizzare le risorse già disponibili.
Riduzione CO₂: quali sono le leve su cui può intervenire un allevamento?
Non esiste un’unica azione capace di eliminare l’impatto ambientale di un’attività agricola.
La strategia può invece partire da diverse leve, tra cui:
È proprio quest’ultimo punto a rendere il microbiogas particolarmente interessante per le realtà zootecniche.
I reflui non sono infatti una risorsa che l’azienda deve procurarsi: vengono prodotti quotidianamente come conseguenza dell’attività.
La possibilità di trasformarli in biogas permette quindi di intervenire contemporaneamente sulla gestione della materia organica e sulla produzione energetica.
Il ruolo del biogas nella riduzione delle emissioni
La digestione anaerobica permette di trasformare la sostanza organica contenuta nei reflui attraverso l’azione di microrganismi in assenza di ossigeno.
Il processo produce biogas, che può essere utilizzato in un cogeneratore per ottenere energia elettrica e termica.
Nell’ambito delle emissioni di gas serra, il ruolo di un impianto biogas è quello di ridurle drasticamente poiché i gas climalteranti prodotti all’interno del digestore, vengono inviati alla combustione del cogeneratore e non dispersi in atmosfera.
L’energia elettrica prodotta può essere poi utilizzata all’interno dell’attività o immessa in rete: in questo caso, l’allevatore riceve un compenso dal GSE (che può essere un incentivo oppure il prezzo di mercato a seconda del regime contrattuale adottato).
È qui che il microbiogas può inserirsi in una strategia di riduzione emissioni CO2: la valorizzazione dei reflui permette di produrre energia a partire da una matrice già disponibile nella realtà zootecnica.
Ma parlare di riduzione gas serra richiede una valutazione più ampia. Il beneficio ambientale complessivo dipende infatti dalle caratteristiche dell’attività, dalle matrici utilizzate, dal funzionamento dell’impianto e da come viene impiegata l’energia prodotta.
Ridurre le emissioni significa anche valorizzare ciò che già produci
Uno degli aspetti più interessanti del microbiogas è che non richiede di partire da una risorsa esterna.
In una realtà zootecnica, i reflui vengono prodotti ogni giorno. Il loro potenziale può quindi essere valutato e inserito in un sistema che permette di ottenere biogas e, attraverso la cogenerazione, energia elettrica e termica.
La riduzione emissioni diventa così parte di un approccio più ampio: utilizzare meglio le risorse disponibili, produrre energia direttamente nell’attività e trasformare una matrice organica in un elemento di un nuovo ciclo produttivo.
Non significa che un impianto di microbiogas elimini automaticamente tutte le emissioni dell’azienda. Significa piuttosto intervenire su una parte concreta del processo produttivo e valutare quale contributo possa dare alla sua maggiore efficienza ambientale ed energetica.